di Giovanni Cardarello
Sembra aver imboccato il rettilineo finale la vicenda che riguarda Davide Pecorelli, l’imprenditore del settore beauty e fashion, oltre che ed ex arbitro AIA, di San Giustino (Perugia). Una vicenda che, ricordiamo, prende le mosse il giorno dell’Epifania del 2021 quando Pecorelli si reca in Albania, a Rinas, dove prende un’auto a noleggio, una Skoda Fabia, con lo scopo di vendere un macchinario ad un imprenditore locale. Ma le cose non vanno come previsto, tanto che pochi giorni dopo l’auto viene ritrovata carbonizzata con all’interno resti di ossa umane ed effetti personali dell’imprenditore umbro.
Il ritrovamento, in Albania, viene classificato come suicidio mentre in parallelo, a Perugia, viene aperto un fascicolo per omicidio. In realtà, dopo varie peripezie, tra cui un avventuroso rientro in Italia con un gruppo di pellegrini e un soccorso in mare dove Pecorelli era a bordo di un gommone alla ricerca di un tesoro da mezzo milione in monete d’oro, rubate anni prima, arriva una condanna a 4 anni da parte del tribunale di Pukë.
Una condanna per incendio doloso, danni alla proprietà privata, violazione dei confini nazionali dell’Albania da clandestino nonché per ostacolo alle indagini. Ed è su questo tema che si sviluppa la seconda parte dalla vicenda.
Pecorelli, infatti, nel frattempo è tornato in Italia ma in Albania ne chiedono l’estradizione. Provvedimento verso il quale ‘Il Conte di Montecristo de noantri’ si batte come un leone.
Fino a venerdì 38 marzo quando il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha dato il via libera, chiudendo di fatto la vicenda. «La decisione del ministro – dichiara Pecorelli al quotidiano ‘Il Messaggero Umbria‘ – mi prende di sorpresa, l’accetto ma sono seriamente preoccupato per i miei quattro figli, di cui due minori, per mio padre 90enne e mio fratello 60enne entrambi disabili». Come proseguirà la vicenda lo spiega sempre Pecorelli.
«Sto valutando di non ricorrere al Tar del Lazio viste le scarse probabilità di successo, preferisco andare in Albania». Lì Pecorelli verrà preso in consegna dalla polizia albanese e trasferito nel carcere di Tirana dove nelle prime 48 ore di detenzione potrà essere disposta una pena alternativa, in attesa del processo di appello. Ma a prescindere da tutto questo la vita di Pecorelli nel frattempo ha preso una piega ben definita, ha sposato una cittadina albanese, si sta occupando di oggetti di lusso e vuole prendere la cittadinanza del Paese balcanico. Ma prima c’è da risolvere il dettaglio della condanna a 4 anni e dell’estradizione. La telenovela deve ancora produrre altre puntate e soprattutto scrivere la parola ‘fine’.
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