di Fra.Tor.
«Tornare in un posto dove abbiamo fatto qualcosa di importante è per me motivo di orgoglio. Avevo lasciato e avevo ricevuto tanto, come obiettivi sul campo ma anche a livello personale». Queste le prime parole, mercoledì mattina in conferenza stampa, dell’allenatore Fabio Liverani richiamato ad occupare la panchina della Ternana dopo l’esonero di Ignazio Abate. Per Liverani, ha evidenziato il presidente Stefano D’Alessandro, «un accordo triennale perché crediamo di poter gettare le basi per un progetto a lungo termine e costruire qualcosa di importante».
«Per tornare qui mi è stato chiesto di programmare qualcosa di importate e duraturo – ha spiegato Liverani – era quello che cercavo perché nel mondo del calcio è difficile da trovare e con la società posso dire di aver trovato una buona sintonia nelle vedute calcistiche. La Ternana non può stare in questa categoria, ma quando uno ci si ritrova deve avere l’umiltà e l’attenzione per capire perché ci si è ritrovata e fare di tutto per uscirne».
La serie C, per Liverani, «non è un campionato facile, conta solo arrivare primi, ma la Ternana fin qui non ha fatto male e possiamo ancora stare ‘sul pezzo’. L’obiettivo è recuperare almeno 2 punti nelle prossime 3 partite, questa è la migliore delle ipotesi che possiamo immaginare e non possiamo avere altri rimpianti. La squadra sta bene, è un gruppo sano, certo dispiaciuto dopo 8 mesi di lavoro con uno staff, ma c’è grande voglia di raggiungere l’obiettivo a prescindere da chi c’è alla guida. Hanno lavorato tanto, vogliono il massimo e io devo cercare di darglielo».
L’allenatore ha ricordato che «in entrambi i miei arrivi a Terni ho avuto davanti sfide molto difficili: 8 anni fa avevo più tempo per lavorare e tutto dipendeva da noi; quest’anno è più complicato perchè dobbiamo anche sperare in un passo falso dell’Entella e poi nel ‘piano B’ dei play off. A collegare le due situazioni però c’è che ho sempre avuto a disposizione una squadra forte».
La partita chiave, per Liverani, sarà quella di domenica contro il Carpi. «Serve che il gruppo dia un segnale forte perchè scire da questa categoria vale tantissimo per tutti, serve un’importante risposta per potercela andare a giocare fino alla fine. In questo momento non contano troppo i moduli e i numeri, vale la volontà, l’atteggiamento e la capacità tecnica».
«Ho scelto Terni perché qui si gioca per vincere e lo preferisco al giocare per salvarmi. La tifoseria è entusiasta perché fa un campionato di vertice. È vicina alla squadra, vuole supportarla, aiutarla. Io posso solo chiedere alla gente di starci ancora vicino fino alla fine e tirare poi le somme. Loro ci aiuteranno e ci supporteranno con la presenza qui e in trasferta, ma noi dobbiamo trascinarli con i risultati, con le prestazioni e con la volontà di metterci tutto».
Il presidente D’Alessandro a fine conferenza ha risposto ad alcune domande dei giornalisti presenti in sala stampa e ha ribadito di non tollerare più «che vengano collegate le mie scelte ai discorsi sulla messa o non messa in lista di un giocatore. A parlare per la mia scelta sono solo i numeri: siamo stati primi in classifica e dopo tre partite eravamo a meno 5 punti. Ora l’unico obiettivo è invertire la rotta per fare tutto il possibile per riuscire a vincere questo campionato. Negli ultimi mesi abbiamo fatto tanto e stiamo continuando a programmare il futuro di questa società. Giovedì mattina andremo a depositare la convenzione per lo stadio, abbiamo sistemato cose che non venivano toccate da 50 anni, ma purtroppo non viene mai visto il lavoro positivo».
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