di S.F.
Regione Umbria-Enel, lo scontro – già noto – è pronto ad entrare al Tribunale superiore delle acque pubbliche. Palazzo Donini si è costituita in giudizio dopo il ricorso della società in merito ai canoni idrici. La storia si è sviluppata dalla scorsa estate.

La presidente Stefania Proietti ha firmato l’atto per l’affidamento dell’incarico agli avvocati Luca Benci e Anna Rita Gobbo. Motivo? Lo scorso 30 ottobre alla Regione è stato notificato il ricorso di Enel. C’è la richiesta di annullamento della delibera di giunta del 1° agosto 2024 in merito alla ‘monetizzazione integrale dell’energia da cedere gratuitamente e modalità di calcolo della componente variabile del canone di concessione per le grandi derivazioni idroelettriche’. Non solo.
Il mirino è anche sulla delibera di giunta – c’era l’allora presidente Donatella Tesei – del 5 giugno 2024 sulla monetizzazione integrale dell’energia da cedere gratuitamente, il parere della II commissione consiliare del 19 luglio 2024 e due note della Regione sulla stessa tematica. Interessati dalla contesa le derivazioni Narni, Nera Montoro, Monte Argento, Galleto 1 e 2, Baschi, Alviano, Triponzo e Galletto Pennarossa. E giocoforza la questione coinvolge i Comuni di Narni, Terni, Baschi, Alviano e Cerreto di Spoleto.
Nella delibera di agosto 2024 si era stabilita «la monetizzazione integrale dell’energia elettrica da fornire annualmente e gratuitamente alla Regione Umbria nella misura di 220 Kwh per ogni Kw di potenza nominale media di concessione e che la percentuale dei ricavi da usare come base per il calcolo della componente variabile del canone sia pari al 2.5%». Vedremo gli sviluppi.