Una donna di 43 anni di Foligno, Scilla Bertini, è stata arrestata per omicidio aggravato. A renderlo noto, nella prima serata di domenica 30 marzo, è una nota dei carabinieri della Compagnia di Foligno e della procura della Repubblica di Spoleto. La donna è accusata di aver ucciso – strangolandolo – il padre Claudio, 75 anni, con cui conviveva. I fatti sarebbero avvenuti nell’abitazione di famiglia in via Emilia, quartiere Prato Smeraldo.
«Il 14 marzo – riporta la nota – i carabinieri sono intervenuti all’interno dell’appartamento dove la donna conviveva con il padre, a seguito della segnalazione del medico curante che, su richiesta della stessa figlia, aveva constatato il decesso dell’uomo». Nella circostanza il medico aveva rilevato «un anomalo stato dei luoghi, dovuto a un disordine diffuso, all’assenza di segni di effrazione che potessero far pensare all’ingresso di estranei in casa e ad un avanzato stato di decomposizione del cadavere, diversamente dalle indicazioni della donna che faceva risalire la morte alla notte precedente».
«Preliminari accertamenti sul posto – proseguono carabinieri di Foligno e procura di Spoleto – rendevano necessari ulteriori approfondimenti per circostanziare tempi e cause del decesso. Su disposizione della procura della Repubblica di Spoleto, nell’abitazione interveniva per un ‘sopralluogo tecnico’ personale specializzato della Sezione investigazioni scientifiche del Reparto operativo di Perugia che procedeva al sequestro dell’immobile».
«La stessa autorità giudiziaria, in ragione delle iniziali evidenze, disponeva inoltre l’esame autoptico sulla salma, all’esito del quale veniva escluso il decesso per cause naturali». Decesso che, dall’autopsia, è risultato «attribuibile ad un’azione violenta di ‘strozzamento’. In relazione alle constatazioni tecniche, avvalorate da altri riscontri disposti dall’organo inquirente, veniva decretato il fermo della donna, rintracciata dai militari dell’Arma presso una struttura ricettiva del posto, dove alloggiava momentaneamente. La stessa è stata associata presso la casa circondariale di Perugia a disposizione dell’autorità giudiziaria».
Da quanto appreso, il decesso di Claudio Bertini risalirebbe addirittura a circa un mese prima il ritrovamento: al momento della scoperta, la salma era mummificata. Un macabro dato che si pone in totale contrasto con quanto dichiarato dalla donna agli inquirenti, ovvero che il padre era molto il giorno prima dell’intervento del medico. Secondo quanto ricostruito, la 43enne folignate, che accudiva il padre da quando questi era rimasto vedovo, voleva una vita indipendente in cui non si sarebbe più dovuta occupare del genitore né dell’abitazione. Per questo, a mani nude, avrebbe posto fine alla sua esistenza. Ora il fermo di persona indiziata di delitto passerà attraverso l’udienza di convalida da parte del gip competente che deciderà anche se confermare o meno la misura applicata, ovvero il carcere.